Biografia

Francis Kuipers Francis “Superguitar” Kuipers musicista e compositore anglo/olandese vive in Italia. Chitarrista acustico blues/rock, maestro dello stile ‘flat-picking’ per anni e' stato il chitarrista di Gregory Corso, grande poeta del movimento della Beat Generation.

 

Come compositore di colonne sonore ha lavorato con registi e musicisti di fama mondiale quali Godfrey Reggio e Philip Glass per i film Anima Mundi, Evidence e Naqoyqatsi

 

Dal 2005 lavora con Abel Ferrara come compositore della colonna sonora di Mary, Napoli Napoli Napoli, Go Go Tales con la voce di Grace Jones e 4:44 The Last Day on Earth.

Ideatore di numerosi programmi radiofonici sulla musica, il suono e l’impatto che questi elementi hanno sull’ambiente mondiale. Dal 1995 al 1998 ha diretto il Dipartimento di Musica e Suono di Fabrica, centro di Comunicazione Multimediale fondato da Luciano Benetton e Oliviero Toscani, vicino a Treviso. La campagna radiofonica internazionale da lui ideata con i testi di Fabrizio Andreella per la Benetton ha vinto Le Grand Prix di Europa 1995- 96. 

In Italia Francis Kuipers è soprattutto ricordato per i suoi spettacoli al Folkstudio di Roma e per molte trasmissioni radio per RAI 3. Le sue incisioni sono state pubblicate tra gli altri da Vedette, Red Records, Durium, Fonit-Cetra, Fabbri Editori, Folkstudio Records, Gypsy Records, Milan Records. In Italia ha suonato in duo con Antonello Salis, Jo Garceau, Janet Smith, Enrico 'Mad Dog' Micheletti, Massimo Urbani, Champion Jack Dupree, Dario Tocaccelli, Renzo Bagorda, Willie Mabon, Riccardo Lai, Jay Rodriguez, Luigi Grechi, Gianfranco Coletta, Goran Mimica, tra altri....Ha suonato come solista alle università di Trento, Urbino, Pisa, Roma, Milano, Bologna, e presso i maggiori teatri di Italia. Roma (Folkstudio, Music Inn, Alexanderplatz, La Casa Del Jazz, Teatro degli Artisti, Teatro Tenda, Villa Ada, Piazza Navona, Piazza del Popolo). Milano (Ciak, Liberty, Smeraldo, Vigorelli, Palazzo dello Sport), Trento, Messina, Cagliari, Sassari, Genova, Merano, Bolzano, Torino, Verona, Venezia, Bari ecc. Ha partecipato a numerosi festival, tra quali Pistoia Blues, Lugo Blues, Narcao Blues, Sardegna Jazz, Folkstudio Festival, il Festival Nazionale dell'Unità a Torino e il Guitar Meeting di Sarzana. 

 

Ospite speciale al tour estivo di Francesco de Gregori nel 1989 in Italia e in Svizzera.

Membro della Giuria "Concorso Internazionale di Composizione Libera", Asolo, Italia, 1998.
Membro della Giuria "Asolo International Art Film Festival", Italia, 2003.
Membro della Giuria " Roma Fiction Fest", Italia, 2008.

Ospite speciale al "Belfort Fiim-festival", Francia, 2010.

Il Circolo Della Stampa di Viterbo e della Grande Tuscia conferisce a Francis Kuipers il riconoscimento per la composizione musicale. Italia. 2010.

Francis Kuipers appare nei film The Last Day On Earth e Napoli, Napoli, Napoli, di Abel Ferrara, e nel Attore Per Un Giorno di George Bottos, tra altri.

Musica per la mostra di Alessandro Kokocinski al National Museum of China, 2006.


“Francis Kuipers ha girato  il mondo per oltre trent’anni, impegnandosi nella ricerca etno-musicale, lavorando come compositore, sound designer per film e, soprattutto, esibendosi. Anche se le sue radici sono nel blues e folk, la musica di Francis Kuipers è straordinaria. La tecnica in cui si è evoluto in un modo molto originale, trae ispirazione dalla musica, così insolita e non familiare, che è capace di comunicare e generare grandi emozioni verso una grande varietà di pubblico a prescindere dal loro livello di cultura o background. Quando improvvisa i suoi brani di chitarra, la sua musica rifiuta ogni tipo di definizione perché è un miscuglio, sempre in evoluzione, di diversi stili che ne formano uno solo, armonioso e appassionato, a volte, profondamente commovente. La musica contemporanea, la musica popolare sarda, il flamenco, la musica classica orientale, quella dell’Oceania, il rock’n’roll, il bluegrass e le melodie indiane, sono forme di musica che Kuipers ha assimilato, in diversi periodi di tempo e in differenti aree geografiche, per poi  mischiarle in modo da creare una lingua personale, ma tuttavia unica e globale.”

Da una presentazione di Thomas Dahlberg.